Napoli, la Pasticceria Pintauro 1785 riapre il 26 marzo

L’appuntamento è fissato per giovedì 26 marzo. Riapre, alle ore 18 con un evento riservato alle istituzioni cittadine, la Pasticceria Pintauro 1785, luogo simbolo della tradizione dolciaria napoletana in via Toledo 275, conosciuto in tutto il mondo come il “tempio della sfogliatella”. Apertura al pubblico da venerdì 27, con orario continuato dal lunedì a domenica, dalle 9 alle 21. La riapertura, promossa dall’imprenditore napoletano Francesco Bernardo con il socio Davide Piterà, nasce da un progetto di recupero e valorizzazione di un marchio che è un insieme di competenze artigianali, tradizioni produttive e significati simbolici. «Una piccola parte di Napoli riprende a vivere, e ne sono profondamente orgoglioso – sottolinea Bernardo –. Il nostro obiettivo è restituire alla città un’eccellenza storica, tutelandone l’anima artigianale e proiettandola nel presente. Preservare la storicità del luogo e dei suoi prodotti, a partire dalla sfogliatella nata proprio qui oltre duecento anni fa, significa custodire un patrimonio di saperi che appartiene alla comunità». Accanto a nuove figure professionali, tornano nel locale di via Toledo il banconista Peppe Tomei e il pasticciere Giuseppe Scardinale, coordinati da Davide Piterà, a testimonianza di una filiera di conoscenze che si rinnova senza interrompersi. L’intervento di restyling ha preservato gli elementi storici della Pasticceria Pintauro 1785, dall’effigie della Madonna Addolorata all’antica lampada settecentesca, fino agli arredi in legno e marmo. Fondata nell’Ottocento dal pasticciere Pasquale Pintauro, il locale ha attraversato generazioni e vissuto trasformazioni urbane mantenendo intatto il proprio valore simbolico. In questo luogo ha preso vita la tradizionale sfogliatella, divenuta simbolo di Napoli nel mondo. «La riapertura di Pasticceria Pintauro 1785 si configura come un’opera di rigenerazione culturale: un progetto che riafferma il valore dei luoghi storici come presidi identitari e come elementi vivi del patrimonio della città», sottolinea la nuova proprietà.

Fonte: Il Mattino